Polpo Paul

Polpo Paul

E’ partito in sordina tra diffidenza e ironie, ma a colpi di ”vaticini” ha conquistato il mondo fino al ‘polpo‘ di scena finale della presunta nazionalita’ italiana. E’ Paul, il cefalopode star dell’acquario di Oberhausen in Germania e dei Mondiali di Sudafrica 2010. Le sue ”doti da indovino” lo hanno reso il polpo piu’ celebre del pianeta. E lui non ha sbagliato una previsione, compreso il trionfo della Spagna.

La fama di Paul è stato un crescendo, dalla fase a gironi fino alle semifinali, grazie alle previsioni delle vittorie della Germania ma anche a quelle delle sconfitte tedesche con la Serbia nel girone e con la Spagna in semifinale. E non si e’ smentito nemmeno per l’atto finale: aveva detto Spagna e Spagna e’ stata. I media si sono interessati alle doti da previgente di Paul: dirette televisive e servizi giornalistici hanno ricostruito la storia di Paul. Centinaia di turisti tedeschi hanno fatto visita all’acquario della cittadina tedesca fino al ‘tradimento’ del pronostico con la Spagna. I media tedeschi, feriti, hanno cosi’ iniziato a dire che Paul porta male e hanno rilanciato sul web ricette per cucinarlo insieme ai tifosi delle squadre che ha Paul ‘colpito’ con i suoi insindacabili responsi.

Gli argentini hanno raccolto la sfida per primi, proponendo ’salse sudamericane’ per metterlo in casseruola. Dall’Argentina, ko con la Germania ai quarti, arriva un software sul web che permette di prendere a pugni un polpo che somiglia in maniera impressionante al povero Paul. In difesa del polpo si sono schierati animalisti e spagnoli: questi ultimi, in particolare, hanno proposto di portalo in Spagna, lasciandosi andare all’ironia sulle cruente intenzioni dei tedeschi. Anche il presidente spagnolo Jose’ Luis Zapatero si e’ detto ”preoccupato” per eventuali ritorsioni tedesche.

Dal suo canto Paul puo’ contare su una vasta rete di estimatori sul web e gruppi di sostegno. La cittadina di Carballino, in Spagna, ha avanzato una offerta di 30mila euro per avere Paul come ospite d’onore alla sua Fiera del Pulpo ad agosto. C’e’ anche chi ha proposto il rimpatrio di Paul in Italia, ”dove mai come ora c’e’ il disperato bisogno di prendere decisioni”.

Da quando sono iniziati i Mondiali, Paul non ha avuto piu’ pace: riflettori e telecamere lo hanno ripreso mentre ”vaticinava”, scegliendo tra due vaschette di pesce con le bandiere delle due squadre in lizza nel suo acquario di sabbia, rocce e tre palloni da calcio. Qualche ombra sui ”vaticini” di Paul l’ha gettata pero’ un biologo peruviano: Alfredo Salazar, questo il nome dello scienziato, ha avanzato il sospetto che ”Paul sia influenzato dai suoi allevatori”. Salazar non ha presentato prove ma teme che ”Paul possa essere attirato da un tipo di cibo particolare” ad entrare in una vaschetta piuttosto che in un’altra.

In Germania, il polpo non lo digeriscono proprio. I media tedeschi hanno insinuato che Paul fosse nato in Inghilterra e per questo poco credibile, fino al colpo di scena finale con la confessione della sua allevatrice: ”Paul e’ nato in Italia, precisamente all’isola d’Elba dove l’ho catturato”. Comunque sia, Paul o Paolo, ha aperto la strada: dopo di lui sono arrivati il panda Lin Ping, il coccodrillo Harry e persino il gatto Pedro.

Fonte: Ansa

Spagna

Spagna

Le Furie Rosse battono in finale l’Olanda 1-0 e dopo l’Europeo vincono anche il Mondiale

Dall’Italia alla Spagna, regna comunque il calcio latino, e al sorriso impazzito di gioia di Fabio Grosso si sovrappone l’urlo di Andres Iniesta. E’ lui, il castigliano che gioca nel Barcellona, esempio perfetto d’integrazione ed oggi uomo-simbolo di tutti gli spagnoli uniti sotto una sola bandiera, l’uomo che fa entrare la ‘Roja’ nella storia. Le regala il primo titolo iridato con un gol di destro a quattro minuti dalla fine dei supplementari. Stavolta non c’e’ stato bisogno di finire ai rigori. Il conto e’ stato chiuso a quattro minuti dalla fine dei supplementari, con un gol dell’asso del Barca, poi la Spagna ha resistito all’Olanda eterna cicala del Mondiale e, ottenendo il suo quinto successo di misura consecutivo in Sudafrica, ha conquistato il suo primo titolo.

Poi si e’ messa la maglia rossa con la stella per andare a ricevere la Coppa dalle mani di Sepp Blatter, che stavolta ha deciso di premiare lui (non come a Berlino) la Nazionale vincitrice. Giusto cosi’, per questa Nazionale da tempo la migliore del pianeta anche se stasera non ha brillato, come peraltro gli olandesi, bloccata da quella paura di scoprirsi che spesso caratterizza le finali. In questa serata i brividi piu’ intensi, e un’emozione collettiva, piu’ che il calcio li ha regalati l’apparizione di Nelson Mandela nella cerimonia di chiusura. In ogni caso, e tornando al pallone, e’ arrivato il trionfo spagnolo da molti pronosticato, anche se non nel modo che ci si attendeva, ovvero attraverso il gioco. Ma e’ bastato segnare il solito gol che prima o poi arriva sempre, e questa squadra, con un altro 1-0, ha scalato la piramide e conquistato il Mondiale dopo l’Europeo del 2008 a Vienna. Tutto cio’ grazie ad una fioritura di campioni, una generazione d’oro che ha fatto tesoro e messo a frutto gli insegnamenti proprio dei maestri olandesi. Michels, Cruijff, Van Gaal, Beenhakker, Hiddink, Rijkaard: vengono tutti dai Paesi Bassi ma il successo della Spagna, ed il suo calcio d’attacco spesso interpretato con maestria, sono stati il frutto del loro lavoro tra Madrid, Barcellona e Valencia.

Nei tempi regolamentari, e prima dei supplementari giocati soprattutto a nervi tesi (con l’Olanda in dieci per gli ultimi 11′ per doppio giallo a Heitinga), le due squadre, troppo consapevoli dell’importanza della posta in palio, si erano annullate a vicenda pur cercando di giocare al calcio. Il problema e’ pero’ che il nervosismo tracimava a volte in interventi con troppa irruenza, specie da parte degli olandesi, che costringevano l’inglese Howard Webb a tirare spesso fuori il cartellino giallo: nei primi 57′ di gioco c’erano ben sette ammoniti (cinque gli arancione), ma non si puo’ dire che l’arbitro fosse stato severo. Anzi, tutt’altro, perche’ in due circostanze era sembrato fin troppo benevolo: prima con Van Bommel, che appena al 22′ avrebbe meritato il rosso diretto per un brutto fallo su Iniesta; e poi con De Jong, che con troppa foga era entrato a mezza altezza colpendo in pieno petto con il piede Xabi Alonso. I falli, piu’ che il gioco, erano stati la costante del primo tempo tempo, assieme ad un atteggiamento dell’Olanda ben diverso da quello della Germania in semifinale contro il gioco ragionato e fatto di trame fitte degli spagnoli.

Gli uomini del ct Van Marwijk, per nulla intimoriti, avevano risposto con un pressing asfissiante e cercando a loro volte di proporre gioco. In piu’, visto che una finale e’ spesso fatta anche di dettagli, avevano fatto estrema attenzione sui calci piazzati, punizioni e corner, agli inserimenti dei difensori spagnoli; correndo comunque dei rischi, visto che Sergio Ramos avrebbe potuto segnare gia’ al 5′ con un colpo di testa su punizione dell’onnipresente Xavi. Gli unici altri brividi erano provocati da una restituzione di palla agli spagnoli, con il tocco di Heitinga che, complici un rimbalzo sul terreno e lo Jabulani, stava per sorprendere Casillas, costretto alla deviazione in corner; ed un bel diagonale di Robben nel recupero. Nella ripresa l’Olanda, alla terza finale mondiale persa in altrettante occasioni, confermava la propria vocazione allo scialo con il suo uomo piu’ dotato, quel Robben su cui Casillas interveniva di piede al 21′, salvando il risultato e che al 38′, ormai solo, non segnava perche’ pretendeva di ’scartare’ anche il portiere, facendosi invece togliere il pallone. Poco prima Heitinga era invece stato protagonista di un salvataggio su conclusione ravvicinata di Villa. Queste, piu’ un altro bel colpo di testa di Sergio Ramos, erano state le emozioni di una finale in cui le squadre si sono soprattutto annullate a vicenda, fino alla fiammata che ha fatto impazzire la Spagna, che questa gioia immensa l’attendeva da troppo tempo.

Fonte: Ansa

Casillas

Casillas

La Spagna ha vinto il campionato del mondo Sudafrica 2010. In finale ha superato l’Olanda con un gol di Iniesta al 116? minuto di gioco, alla fine, quasi, del secondo tempo supplementare, quando tutti aspettavano di battere i calci di rigore.

Gli iberici sono diventati, dunque, campioni del mondo alla loro prima finale mondiale e hanno bissato la vittoria dell’Europeo del 2008 per cui hanno scritto uan pagina storica della loro storia calcistica. L’Olanda ha fallito la sua terza finale mondiale e la coppa del mondo sta diventando l’incubo di una intera nazione.

La Spagna è campione del mondo per la prima volta nella sua storia: nella finale di Johannesburg, le Furie Rosse hanno infatti battuto per 1-0 l’Olanda grazie ad una rete segnata da Andres Iniesta al minuto 116, in un secondo tempo supplementare in cui l’Olanda era rimasta in 10 uomini pochi minuti prima a causa di un’espulsione per doppia ammonizione di Heitinga. Per gli Orange, il Mondiale resta un incubo: terza finale e terza sconfitta, dopo quelle del 1974 contro la Germania Ovest e del 1978 contro l’Argentina. Fiesta totale per gli iberici, che con questo successo hanno bissato il trionfo ottenuto all’Europeo del 2008 e, al momento di ritirare la Coppa del Mondo, si sono presentati in campo con la storica maglia rossa (in campo la Spagna aveva giocato con la seconda maglia), ma con qualcosa in più: la stella, la prima stella, quella dei campioni del mondo.

Uruguay

Uruguay

Oggi 10 luglio Uruguay Germania. Finale terzo posto Mondiali 2010.

I Mondiali 2010 entrano nella fase conclusiva e decisiva delle finali . Oggi si gioca la prima delle due attesissime partite che chiuderanno il Campionato del Mondo di calcio in Sudafrica.

Oggi si gioca la finale del terzo e quarto posto tra Uriguay e Germania, a Porth Elisabeth. Vincerà la Germania travolta in semifinale dalla Spagna, o l’Uruguay, sconfitto dall’Olanda. I Sudamericani tenteranno di raggiungere uno storico terzo posto, mentre l’orgoglio tedesco non rinuncerà ad agguantare almeno il terzo gradino del podio.

Un particolare: il polpo Paul ha assegnato, nel suo pronostico la vittoria alla Germania. Non sbaglierà anche questa volta?

Spagna

Spagna festeggia

Finale inedita per il primo Mondiale africano nella storia del calcio. La giocheranno due squadre che il titolo non l’hanno mai vinto, Olanda e Spagna, che sono anche il simbolo dell’estetica applicata al gioco del pallone, e riconciliano lo spettatore con lo sport più amato e praticato del pianeta: quanto di meglio la Fifa potesse augurarsi. Contro la Germania che aveva rifilato quattro gol all’Inghilterra ed altrettanti all’Argentina di Messi, gli spagnoli ripetono il risultato di due anni fa a Vienna e portano via una vittoria ed una qualificazione meritate, frutto di una superiorità nella manovra a tratti schiacciante.

Cambia soltanto l’eroe di giornata: stavolta non è Torres, il bomber dalle polveri bagnate che Del Bosque lascia in panchina preferendogli il giovane e sgusciante Pedro; ma il capitano del Barcellona Carles Puyol, simbolo irriducibile di un club e adesso anche di una Nazionale che non mollano mai. Il suo inserimento al 28′ st con colpo di testa su corner di Xavi (partita perfetta la sua) è il colpo di genio che consegna alla ‘Roja’ la partita, dopo che aveva avuto sempre il pallino in mano ma aveva pagato la propria incapacità a concretizzare una mole di gioco impressionante.

Sarà pure un Paese in recessione la Spagna, con la disoccupazione al 18% ed un’economia che non tira più: ma a far dimenticare la crisi, che da quelle parti si sente, pensa una squadra che a tratti è poesia del calcio, e che stasera ha presentato in campo 7/11 del Barcellona (compreso il neo-acquisto Villa): forse non è un caso quel gioco che sgorga spontaneo, e infatti sembra importato nello splendido stadio di Durban direttamente dal Camp Nou.

Così la locomotiva Spagna non tira più in Europa, ma il suo sport continua a primeggiare: alle imprese della sua selezione calcistica devono aggiungersi quelle dei cestisti campioni del mondo e argento ai Giochi di Pechino (con Pau Gasol che vince anche due anelli Nba con i Lakers), il Barcellona campione d’Europa nel calcio e nel basket, le imprese nel tennis di Rafa Nadal (ultima a Wimbledon), e quelle del ciclista Alberto Contador, appena partito per rivincere il Tour de France. Il Mondiale sudafricano di una Spagna che nelle qualificazioni europee aveva vinto dieci match su dieci è la continuazione di una storia che per ora non sembra avere fine.

La grande sconfitta è la Germania, che finora, a parte l’inciampo con la Serbia (ma proprio qui a Durban anche la Spagna aveva perso una partita, quella d’esordio contro la Svizzera), era stata la protagonista del Mondiale. Nella circostanza ha pagato un atteggiamento di attesa e poco creativo, l’esatto contrario di quanto le chiedeva il ct Joachim Loew. Il processo di maturazione dei suoi giovani non è evidentemente ancora completato. Nel primo tempo la Spagna aveva dominato, non riuscendo però a capitalizzare una superiorità di gioco e possesso palla costante, con la sua ragnatela di passaggi in cui i tedeschi erano rimasti invischiati.

Di questo era colpevole anche la squadra di Loew, stranamente passiva e senza quell’atteggiamento offensivo ed il pressing che le avevano permesso di trionfare contro inglesi ed argentini. Tutto ciò per la Spagna si era però tradotto in poche occasioni: un colpo di testa di Puyol alto dopo una bella azione di Iniesta, un tiro alto di Sergio Ramos e una bordata di Xabo Alonso a lato. Nella ripresa lo scatenato Pedro seminava il panico al 3′ ma Alonso calciava ancora fuori. Due minuti c’era una splendida azione corale con tiro ancora di Alonso, di nuovo fuori.

Doppia occasione al 13′, prima con Pedro, rasoterra respinto, e poi con Iniesta che riprendeva sul rimpallo, metteva in mezzo ma Villa non ci arrivava. Al 24′ st l’unica azione offensiva della Germania, con parata decisiva di Casillas sul tiro al volo di Kroos. Ma, come insegna una legge del calcio, era gol sprecato e gol preso, e il ‘volo’ di Puyol proiettava la Spagna in cima al mondo: per rimanerci non le rimane che battere quella Olanda che non perde dal settembre 2008. Ma la Spagna di stasera, e del ‘tique-taca’, può sconfiggere anche Sneijder e Robben.

Fonte: Ansa

Pallone da calcio

Pallone da calcio

Mondiali 2010, semifinale Germania-Spagna: chi sfiderà l’Olanda?

Cresce l’attesa a Durban in attesa di conoscere chi tra Germania e Spagna raggiungerà l’Olanda nella finale di Coppa del Mondo in programma domenica a Johannesburg.

Secondo la critica pallonara, ad incontrarsi stasera saranno le due squadre che in questo Mondiale hanno giocato meglio: da una parte freschezza atletica e ripartenze veloci teutoniche, dall’altra organizzazione, possesso palla e tiqui-taca, veri e propri marchi di fabbrica del calcio iberico. Formazioni pressoché fatte, a parte un paio di dubbi, uno per parte.

Spagna e Germania si incontrano per la ventunesima volta nella loro storia calcistica: nei 20 precedenti incontri, 8 vittorie tedesche, 6 pareggi e 6 le vittorie spagnole, l’ultima delle quali nella finale dell’Europeo 2008 a Vienna, decisa da un goal proprio del Niño Torres. Nelle fasi finali di un Mondiale, però, la Spagna non è mai riuscita a battere la Germania.

Olanda

Olanda

“Si’, e’ vero, adesso siamo una squadra organizzata in cui anche la difesa gioca molto bene, anche oggi hanno fatto un grande lavoro e cosi’ possiamo vincere, se continuiamo cosi’ possiamo arrivare fino in fondo“. La previsione fatta dall’interista Wesley Sneijder dopo la vittoria della sua Olanda sul Brasile ai quarti di finale dei Mondiali, si e’ avverata, almeno per quanto riguarda l’accesso alla finale. Che sara’ una finale tutta europea: gli Orange se la giocheranno, domenica a Johannesburg, contro la vincitrice della sfida di domani sera tra Germania e Spagna.

Sneijder e’ il motore dell’Olanda, e il centrocampista dell’Inter spiega indirettamente le somiglianze con quella grande epopea del calcio totale targato Cruijff e compagni che, negli anni Settanta, rivoluziono’ il modo di giocare e di concepire il calcio.

Dopo il favorito Brasile, l’organizzazione e l’efficienza dell’Olanda stasera ha avuto ragione del solido Uruguay, unica sudamericana rimasta fino ad oggi in lizza di quattro presentatesi ai quarti.

E gli Orange, dopo aver raggiunto per la quarta volta le semifinali, sono riusciti ad arrivare – come nel 1974 e nel 1978, proprio all’epoca di Johan Cruijff – alla finalissima. In entrambi i casi, l’Olanda perse contro i padroni di casa (1-2 contro la Germania Ovest nel 1974, 1-3 dopo i tempi supplementari contro l’Argentina quattro anni dopo).

A Francia 1998, invece, gli Orange vennero sconfitti in semifinale dal Brasile ai rigori (2-4 la serie dal dischetto per la Selecao, dopo l’1-1 al 90′ e 120′). In quel torneo l’Olanda dovette accontentarsi del quarto posto, sconfitta 1-2 dalla Croazia nella finale di consolazione.

A Sudafrica 2010, l’Olanda ha conquistato il traguardo della finalissima stabilendo il record delle sei gare consecutive vinte, performance che ai Mondiali non era mai riuscita (nel 1974 gli stessi Orange ne avevano inanellate cinque).

Ora e’ di nuovo alla portata degli olandesi il record piu’ importante, fallito nel 1974 e nel 1978: la vittoria della Coppa del mondo. Ossia l’interpretazione piu’ estensiva e ottimistica di quell’ “arrivare fino in fondo” preconizzato da Wesley Sneijder.

Maglia della Germania

Maglia della Germania

Ultima semifinale dei mondiali di calcio 2010 che vedrà impegnate, stasera, Germania e Spagna chiamate ad affrontarsi per rispondere alla chiamata dell’Olanda, prima finalista della rassegna calcistica.

Questa la programmazione Sky per Germania-Spagna:

alle ore 20.30, saranno di scena a Durban, nella seconda semifinale, la Germaniadi Klose e Schweinsteiger e i campioni d’Europa della Spagna di Villa e Puyol. Un confronto attesissimo, al quale le due nazionali arrivano in maniera diversa dopo i quarti di finale.
I tedeschi hanno impressionato tutti, travolgendo l’Argentina 4-0, mentre gli spagnoli si sono imposti a fatica sul Paraguay solo nei minuti finali. Diretta esclusiva e in Alta Definizione su Sky Mondiale 1.

Olanda

Olanda


La Partita di Oggi: Semifinale Uruguay – Olanda – 6 Luglio 2010

L’Uruguay arriva dalla vittoria sul Ghana ottenuta ai quarti di finale, e dopo aver eliminato la Corea del Sud agli ottavi di finale.

L’Olanda invece, già rinominata “Arancia Meccanica”, con la sua serie positiva di 24 partite internazionali e l’invidiabile record di aver vinto tutte le partite valide per i Mondiali e fin qui realizzate dall’inizio delle qualificazioni.

Attenzione che chi vince va a giocarsi la Finale dell’11 luglio!

Le formazioni ufficiali di URUGUAY – OLANDA che scenderanno in campo alle ore 20:30
La partita sarà visibile sia in chiaro su Raiuno che su Sky.

Spagna ai mondiali di calcio

Spagna ai mondiali di calcio 2010

Il mondiale di calcio Sudafrica 2010 sta arrivando alle ultime battute con la definizione degli accoppiamenti per le semifinali Olanda-Uruguay, Germania-Spagna. Partite che promettono spettacolo e grande incertezza circa il loro esito.

Gli olandesi hanno eliminato il Brasile, il quale ad ogni edizione del mondiale di calcio è il naturale favorito del torneo. Tradizionalmente gli “orange” hanno sempre sciorinato un calcio razionale ed efficace, ma hanno sempre avuto il tallone d’achille rappresentato dalla scarsa sagacia difensiva. in questo torneo hanno dimostrato di avere colmato questa lacuna e hanno fatto un cammino importante.

L’Uruguay ha la grande capacità di mutare il proprio assetto tattico a seconda dell’avversario e delle situazioni di gioco e ha un trio d’attacco eccezionale con Suarez centrale e Forlan e Cavani sulle ali. La squadra è già soddisfatta per il risultato raggiunto, ma l’occasione per centrare la finale è troppo ghiotta per non vendere cara la pelle sino all’ ultimo minuto.

La Germania è la naturale favorita per la vittoria nel mondiale per quello che ha fatto vedere contro Inghilterra e Argentina, squadre di primissima importanza, seppellite a suon di gol dai pimpanti giocatori tedeschi. Il destino futuro nel mondiale è pienamente nelle loro mani perchè l’autorevolezza con cui sono stati superati facilmente ostacoli, sulla carta, difficilissimi, fa pensare che la stessa cosa possa ripetersi in semmifinale in considerazione dell’entusiasmo e della consapevolezza nei propri mezzi,che quei risultati hanno determinato.

La Spagna, infine, può giocarsi la finale. Lo dovrà fare con l’avversario più difficile, ma ha i nomi e le qualità per tentare l’ impresa. Certo dovrà giocare al massimo delle proprie possibilità e con estrema attenzione. Le motivazioni per tentare l’ impresa non mancheranno, anche se l’avversario è il più difficile che potesse capitare.

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