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Di Natale

Di Natale

”Io non so nulla. Voglio rimanere a Udine dove mi trovo bene e dove voglio finire la carriera”. Lo ha detto Toto’ Di Natale.

Il bomber non ha quindi minimamente accennato al suo possibile passaggio alla Juve. ”Sono qui da sette anni -ha aggiunto- e qui voglio rimanere.

Non so nulla di operazioni di mercato”. Gianpaolo Pozzo, ‘patron’ dell’Udinese, ha ammesso un interessamento di Fiorentina e Juve sostenendo pero’ che ”anche lo scorso anno Di Natale disse di no”.

Spagna

Spagna

Le Furie Rosse battono in finale l’Olanda 1-0 e dopo l’Europeo vincono anche il Mondiale

Dall’Italia alla Spagna, regna comunque il calcio latino, e al sorriso impazzito di gioia di Fabio Grosso si sovrappone l’urlo di Andres Iniesta. E’ lui, il castigliano che gioca nel Barcellona, esempio perfetto d’integrazione ed oggi uomo-simbolo di tutti gli spagnoli uniti sotto una sola bandiera, l’uomo che fa entrare la ‘Roja’ nella storia. Le regala il primo titolo iridato con un gol di destro a quattro minuti dalla fine dei supplementari. Stavolta non c’e’ stato bisogno di finire ai rigori. Il conto e’ stato chiuso a quattro minuti dalla fine dei supplementari, con un gol dell’asso del Barca, poi la Spagna ha resistito all’Olanda eterna cicala del Mondiale e, ottenendo il suo quinto successo di misura consecutivo in Sudafrica, ha conquistato il suo primo titolo.

Poi si e’ messa la maglia rossa con la stella per andare a ricevere la Coppa dalle mani di Sepp Blatter, che stavolta ha deciso di premiare lui (non come a Berlino) la Nazionale vincitrice. Giusto cosi’, per questa Nazionale da tempo la migliore del pianeta anche se stasera non ha brillato, come peraltro gli olandesi, bloccata da quella paura di scoprirsi che spesso caratterizza le finali. In questa serata i brividi piu’ intensi, e un’emozione collettiva, piu’ che il calcio li ha regalati l’apparizione di Nelson Mandela nella cerimonia di chiusura. In ogni caso, e tornando al pallone, e’ arrivato il trionfo spagnolo da molti pronosticato, anche se non nel modo che ci si attendeva, ovvero attraverso il gioco. Ma e’ bastato segnare il solito gol che prima o poi arriva sempre, e questa squadra, con un altro 1-0, ha scalato la piramide e conquistato il Mondiale dopo l’Europeo del 2008 a Vienna. Tutto cio’ grazie ad una fioritura di campioni, una generazione d’oro che ha fatto tesoro e messo a frutto gli insegnamenti proprio dei maestri olandesi. Michels, Cruijff, Van Gaal, Beenhakker, Hiddink, Rijkaard: vengono tutti dai Paesi Bassi ma il successo della Spagna, ed il suo calcio d’attacco spesso interpretato con maestria, sono stati il frutto del loro lavoro tra Madrid, Barcellona e Valencia.

Nei tempi regolamentari, e prima dei supplementari giocati soprattutto a nervi tesi (con l’Olanda in dieci per gli ultimi 11′ per doppio giallo a Heitinga), le due squadre, troppo consapevoli dell’importanza della posta in palio, si erano annullate a vicenda pur cercando di giocare al calcio. Il problema e’ pero’ che il nervosismo tracimava a volte in interventi con troppa irruenza, specie da parte degli olandesi, che costringevano l’inglese Howard Webb a tirare spesso fuori il cartellino giallo: nei primi 57′ di gioco c’erano ben sette ammoniti (cinque gli arancione), ma non si puo’ dire che l’arbitro fosse stato severo. Anzi, tutt’altro, perche’ in due circostanze era sembrato fin troppo benevolo: prima con Van Bommel, che appena al 22′ avrebbe meritato il rosso diretto per un brutto fallo su Iniesta; e poi con De Jong, che con troppa foga era entrato a mezza altezza colpendo in pieno petto con il piede Xabi Alonso. I falli, piu’ che il gioco, erano stati la costante del primo tempo tempo, assieme ad un atteggiamento dell’Olanda ben diverso da quello della Germania in semifinale contro il gioco ragionato e fatto di trame fitte degli spagnoli.

Gli uomini del ct Van Marwijk, per nulla intimoriti, avevano risposto con un pressing asfissiante e cercando a loro volte di proporre gioco. In piu’, visto che una finale e’ spesso fatta anche di dettagli, avevano fatto estrema attenzione sui calci piazzati, punizioni e corner, agli inserimenti dei difensori spagnoli; correndo comunque dei rischi, visto che Sergio Ramos avrebbe potuto segnare gia’ al 5′ con un colpo di testa su punizione dell’onnipresente Xavi. Gli unici altri brividi erano provocati da una restituzione di palla agli spagnoli, con il tocco di Heitinga che, complici un rimbalzo sul terreno e lo Jabulani, stava per sorprendere Casillas, costretto alla deviazione in corner; ed un bel diagonale di Robben nel recupero. Nella ripresa l’Olanda, alla terza finale mondiale persa in altrettante occasioni, confermava la propria vocazione allo scialo con il suo uomo piu’ dotato, quel Robben su cui Casillas interveniva di piede al 21′, salvando il risultato e che al 38′, ormai solo, non segnava perche’ pretendeva di ’scartare’ anche il portiere, facendosi invece togliere il pallone. Poco prima Heitinga era invece stato protagonista di un salvataggio su conclusione ravvicinata di Villa. Queste, piu’ un altro bel colpo di testa di Sergio Ramos, erano state le emozioni di una finale in cui le squadre si sono soprattutto annullate a vicenda, fino alla fiammata che ha fatto impazzire la Spagna, che questa gioia immensa l’attendeva da troppo tempo.

Fonte: Ansa

Maradona

Maradona

Maradona ha l’occasione per vendicare l’eliminazione del Mondiale 2006, ma i tedeschi hanno già dimostrato di saper vincere giocando un grande calcio. A Città del Capo è in palio un posto tra le prime quattro, tra le polemiche…

“Non abbiamo tempo di pensare a Schweinsteiger. I giocatori si stanno concentrando sulla partita perché vogliono vendicarsi dopo l’eliminazione del 2006″. Maradona, come al solito, non ha mezzi termini e carica i suoi in vista della sfida contro la Germania, un quarto di finale già caldissimo dopo le dichiarazioni del mediano del Bayern, che ha definito gli Argentini come dei “provocatori” ricordando la rissa dell’ultimo Mondiale.

Il successo tedesco (sempre ai quarti) quattro anni fa ai rigori rappresenta uno stimolo ulteriore per la Seleccion sudamericana, che spera di ritrovare i gol di Leo Messi per tornare tra le prime quattro squadre al Mondo, un traguardo che all’Argentina manca dai tempi delle notti magiche di vent’anni fa. Da Maradona a Maradona, insomma: “La Germania è più forte del Messico – ha sottolineato il ct – ma noi scenderemo in campo con i giocatori giusti per batterli”. Una frase che apre la strada verso una novità, cioè il potenziale inserimento di Pastore nell’undici titolare al posto di Di Maria, anche se al momento il neoacquisto del Real rimane favorito.
La Germania da parte sua non cambierà nulla rispetto al trionfo contro l’Inghilterra. Anche Özil e Podolski partiranno dal primo minuto nonostante i guai muscolari che li hanno infastiditi in settimana: sono troppo importanti per poter essere sostituiti proprio nel momento della verità. Perché se è vero che la Mannschaft è la squadra che probabilmente ha sviluppato il gioco migliore in assoluto in Sudafrica, è anche vero che gli scommettitori sono ancora pronti a puntarle contro. “Guardando le due squadre sulla carta, i giocatori argentini sono più forti di noi, ma la situazione era simile anche contro l’Inghilterra”, ha ricordato Miroslav Klose, che in questo match taglierà il traguardo delle 100 presenze in nazionale.

La lettura tattica del match sembra piuttosto semplice: due attacchi potenzialmente pirotecnici metteranno a dura prova le difese avversarie in un quarto di finale che si annuncia veramente equilibrato e divertente. “Non potremo permetterci nessun errore – ha confermato Löw -. L’Argentina gioca un calcio molto fisico ai limiti del consentito. I sudamericani sono gente adorabile, di grande cuore, e sul campo giocano un calcio molto aggressivo, giocano con tutto il corpo, questo fa parte della loro mentalità ed è uno dei loro punti di forza”.

Due squadre di grande carattere, due tecnici diversissimi ma ugualmente motivati e desiderosi di tornare sul tetto del mondo. Alcuni infatti hanno dipinto Argentina-Germania già come una finale anticipata: probabilmente un’esagerazione, ma quanto basta per far comprendere la tensione che precede questa attesissima rivincita.

Appuntamento Sabato 3 luglio alle ore 16:00 per la DIRETTA SCRITTA di Argentina-Germania!!

Fonte: Eurosport

olanda-brasile

olanda-brasile

Le formazioni di Olanda-Brasile. Si sta per giocare alle 16:00 l’incontro Mondiali di Calcio FIFA 2010 valido per i quarti di finale tra l’Olanda allenata da Bert VAN MARWIJK (NED) e il Brasile allenato da DUNGA (BRA).

La squadra che vincerà l’incontro ad eliminazione diretta si giocherà la semifinale contro la vincente tra Uruguay e Ghana che si giocherà stasera alle 20:30.

Si gioca nel Port Elizabeth Stadium di Port Elizabeth e ad arbitrare è Yuichi NISHIMURA (JPN): In attesa delle formazioni ufficiali che scenderanno in campo ecco alcuni numeri e i due team a disposizione dei ct. L’Olanda ha vinto quattro partite mentre il Brasile ne ha vinte 3 pareggiando quella contro il Portogallo e qualificandosi agli ottavi con 7 punti.

L’Olanda ha segnato 7 gol e ne ha subiti due, uno dal Cameroun e uno dalla Slovacchia. Il Brasile tra fase a gironi e ottavi ha segnato 8 gol contro due gol presi, uno dalla Corea del Nord e l’altro dalla Costa d’Avorio.

Pallone

pallone di calcio

Il match Inghilterra – Stati Uniti sarà trasmesso stasera in diretta tv su Raiuno, orario fissato alle 20:30 per l’inizio del collegamento.

Notizia doverosa, visto che il nostro servizio pubblico quest’anno ci regalerà uno spezzatino del Mondiale Fifa 2010 in SudAfrica, e noi spettatori siamo costretti in pratica a vedere una partita si ed una no in tv.

L’Inghilterra di Fabio Capello è una delle favorite alla vittoria di questa Coppa del Mondo.

Per quanto riguarda le probabili formazioni, gli inglesi scenderanno in campo con un 4-4-2 molto equilibrato. Rooney e Heskey guideranno il tandem offensivo, a centrocampo tutto in mano a Lampard – Gerrard con Carrick e Lennon sulle corsie laterali.

La nazionale americana guidata da mister Bradley si affiderà invece a Findley e Altidore in attacco, in difesa spazio al milanista Onyewu.

Nota di merito per il nostro Fabio Capello: appena incoronato “l’uomo più importante d’Inghilterra” dal Primo Ministro David Cameron, all’allenatore facciamo i nostri migliori auguri per un esordio vincente.

Fonte: Sport 10

Italia

Italia

Mondiali 2010 Sud Africa: il prossimo 11 Giugno 2010 inizia il Mondiale di calcio e, a due mesi di distanza, è già possibile stilare un elenco dei possibili convocati dell’Italia ai Mondiali da parte del CT Lippi, in attesa delle convocazioni uficiali.

La definizione della rosa dei convocati dell’Italia per i Mondiali (e di tutte le altre nazionali) avverà in due passi.

Il Commissario Tecnico Marcello Lippi dovrà comunicare alla FIFA un elenco di 35 giocatori “papabili” per la convocazione entro il prossimo 11 Maggio 2010, ad un mese esatto dall’inizio del torneo in Sudafrica.

Dopo quella data seguirà un ulteriore selezione che definirà i 23 calciatori convocati per l’Italia. Lippi dovrà consegnare questa seconda lista, il 5 Giugno 2010, ovvero una settimana prima dell’avvio della competizione.

Con ogni probabilità il CT convocherà 3 portieri, 7 difensori, 7 centrocampisti, 6 attaccanti.

Diversi sono i giocatori “sicuri” della convocazione; il capitano Cannavaro, Buffon e gli altri senatori come Pirlo, e Gattuso. Tra i certi partecipanti anche Chiellini, De Rossi, Perrotta, Gilardino e Di Natale. Alessandro Nesta si è chiamato fuori dalle convocazioni, per Cassano e Balotelli le porte sembrano chiuse, mentre c’è ancora una chance di rivedere tra gli Azzurri Francesco Totti (meno Del Piero), così come sono in salita le quotazioni di Luca Toni.

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